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Rubrica: Risponde il teologo

12 Novembre 2014

Perché sono così poche le parole di Maria nei Vangeli?

di Redazione Toscana Oggi

Meditando su Maria, mi stupisce un po’ notare che, eccezion fatta per  le poche parole pronunciate alle nozze di Cana («fate quello che vi dirà»), lei rimase sempre in silenzio  durante gli anni della predicazione di Gesù, a parte le parole pronunciate in precedenza in occasione dell’Annunciazione e quelle dette, dopo tre giorni, a Gesù ritrovato nel tempio. Insomma, rimane nell’ombra e la gloria è solo per il Figlio. Non è forse troppo poco per lei?

Alberto Zampieri

Nel segno delle nozze di Canaan, nel breve spazio di 4 versetti si menziona 5 volte Maria, quattro volte con il titolo di «madre» una volta con la designazione di «donna» Questo ha un significato profondo: i protagonisti della narrazione sono Gesù e Maria. Gesù è lo sposo inviato dal padre e Maria la sposa -popolo di Dio (per Luca è la figlia di Sion). Maria rappresenta il popolo di Dio che incontra lo sposo, svolge una mediazione come Mosè aveva fatto sul monte Sinai, quando aveva esortato il popolo ad accogliere la legge. Ora Maria esorta i servi ad accettare la rivelazione di Gesù, il nuovo vino: «quanto egli vi dirà fatelo». Maria si accorge che il vino è finito, interviene, presso Gesù: «non hanno più vino».

Maria nota un vuoto e tristezza nella vita caratterizzate dalla mancanza del vino e intercede presso Gesù. Dopo la doppia interrogazione di Gesù «cosa c è tra me e te o donna? Non è ancora giunta la mia ora» ecco la risposta «fate quello che lui vi dirà». Notiamo che queste  sono le ultime parole di Maria nei vangeli, e sono le stesse parole con cui il popolo di Dio dice sì a l’alleanza. «Tutto ciò che il Signore ha detto noi faremo ed eseguiremo». Ci troviamo in un momento particolare della storia della salvezza, le nozze tra Dio e il suo popolo, e il vino rappresenta che siamo nel cuore della festa per la presenza dello sposo che è Gesù. C’era la madre di Gesù, non una presenza statica, ma partecipe di questa festa di nozze, come rappresentante del popolo di Dio e come madre. Ci aiutano le parole di Giovanni Paolo II presso il santuario di Suyapa, in honduras, l’8 Marzo 1983: «Non possiamo accogliere la Vergine come madre senza essere docili alla sua parola che  ci mostra Gesù come maestro di verità, che bisogna ascoltare e seguire: “fate ciò che egli vi dirà”. Questa parola Maria la ripete continuamente quando porta suo figlio nelle sue braccia e lo indica con il suo sguardo».

Maria nei vangeli ha parlato poco, ma ha detto tutto: il suo sì all’angelo. E il suo silenzio è ancora più eloquente. Nel Vangelo di Luca (2,19) si legge: «Maria conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore»  I due verbi (syntereo, conservava e synballo, meditava) esprimono tutto il dramma di fede che si svolge nell’animo di Maria, fin dal primo momento della sua vocazione. Nulla è chiaro di ciò che le sta accadendo tuttavia non depone la sua fiducia, non desiste dall’accogliere la Parola di Dio. La fede è anche in lei un cammino, una ricerca, lenta e faticosa, non un pacifico possesso.

Per concludere Maria parla poco nel vangelo, ma dice tutto sia con le sue parole, che con i suoi silenzi.

Francesco Carensi

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