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Rubrica: Risponde il teologo

15 Ottobre 2008

Quei piccoli accorgimenti per chi legge in chiesa

di Archivio Notizie

La chiesa è il luogo dove si riunisce la comunità religiosa per celebrare l’Eucaristia, ma anche per ascoltare la Parola. È importante che la chiesa sia un luogo bello, silenzioso e ben tenuto; ed è bello constatare che molte chiese sono molto curate da un punto di vista architettonico ed estetico. Poche però lo sono da un punto di vista acustico. Sarebbe importante che l’impianto fonico, che fa giungere la Parola alla comunità riunita, fosse curato e ben funzionante per permettere ai giovani ma anche ai meno giovani di ascoltare senza fatica. È vero che sonorizzare una chiesa non è facile; ma il problema riguarda anche il sapere porsi nella giusta posizione davanti al microfono, usare un tono di voce adatto alle caratteristiche del microfono stesso, evitare di muovere la testa come spesso accade. Piccole attenzioni perché l’ascolto sia gradevole. Sarebbe cosa buona educare i presbiteri e i lettori, anche quelli che vengono scelti poco prima della celebrazione (e quindi non possono leggersi prima il brano che dovranno proclamare) a stare davanti al microfono in modo giusto. Anche nei seminari sarebbe utile insegnare un po’ di tecnica microfonica e di dizione. Sentire leggere o parlare con voce chiara e ben comprensibile fa gustare meglio il valore e il significato della Parola. Tenendo presente che l’udito, dopo i 50 anni, diminuisce a tutti.

Carlo Vannoni Risponde don Roberto Gulino, docente di liturgiaLa lettera ci permette di sottolineare ancora una volta l’importanza della proclamazione – e dell’ascolto – della Parola di Dio durante la celebrazione. Il Concilio Vaticano II ci insegna come la presenza di Cristo sia garantita sempre nella sua Chiesa, ma in modo speciale in ogni azione liturgica: «…è presente nel sacrificio della Messa, sia nella persona del ministro … sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti… è presente nella sua parola… è presente infine quando la Chiesa prega e loda…» (cfr Sacrosanctum Concilium 7).

Abbiamo quindi la certezza che in ogni celebrazione, anche e soprattutto durante la proclamazione della Sacra Scrittura, è presente il Signore ed è Lui stesso a parlare, con la sua Parola, a tutta l’assemblea riunita in preghiera. Da qui l’importanza di porre in atto tutte le attenzioni possibili per rendere reale ed efficace questo incontro: «Tutta la celebrazione verrà ordinata in modo tale da portare i fedeli ad una partecipazione consapevole, attiva e piena, esteriore ed interiore, ardente di fede, speranza e carità; … si deve avere la massima cura nello scegliere e nel disporre quelle forme e quegli elementi che la Chiesa propone, e che, considerate le circostanze di persone e di luoghi, possono favorire più intensamente la partecipazione attiva e piena, e rispondere più adeguatamente al bene spirituale dei fedeli» (Ordinamento Generale del Messale Romano 18 e 20).

Come già indicava il lettore, occorre avere due tipi di accortezze: una prima attenzione che riguarda l’aspetto funzionale e strutturale dell’aula liturgica dove si svolge la celebrazione, una seconda che coinvolge le persone impegnate a svolgere il delicato compito-ministero della proclamazione.

Secondo il primo aspetto da tener presente, è necessario che all’interno della Chiesa sia predisposto un impianto di amplificazione adatto e funzionale, capace di far arrivare il suono della voce in maniera uniforme e costante in ogni zona dell’aula liturgica (comprese navate o cappelline laterali). In questo caso si richiede la competenza tecnica e la strumentazione adeguata per venire incontro alle singole esigenze specifiche di ogni Chiesa, in base alle dimensioni, alla conformazione e alle particolarità del luogo.

In base al secondo aspetto sopra citato – ciò che riguarda il ruolo del singolo lettore – ci sono le seguenti attenzioni da avere: innanzitutto la consapevolezza che, come ogni ministero liturgico, si tratta di un servizio in favore della comunità; questo comporta il prepararsi bene prima (è sempre bene cercare di avvisare per tempo chi dovrà leggere; il testo biblico, prima di essere proclamato, dovrebbe sempre essere prima «meditato» e «pregato» personalmente!).

Inoltre, per compiere tale ministero nel miglior modo possibile, il lettore, sia esso istituito o di fatto, cerchi di valorizzare la tipologia di testo che proclama – un conto è un testo profondamente poetico come può essere il Cantico dei Cantici, altro conto è un brano esortativo o con dei richiami comportamentali di san Paolo.

In questo caso può essere utile fare attenzione al tono ed all’impostazione della voce, all’articolazione delle frasi e dei periodi del testo, al tempo, al ritmo ed all’accentazione dati alle singole parole, alla presenza di pause dovute alla punteggiatura o alla propria respirazione, agli stacchi ed alle sospensioni del discorso per dare corpo e spessore al significato delle parole.

Un ultimo importante appunto: tutte queste attenzioni possono essere annullate da un uso poco attento dell’impianto di amplificazione; è scontato – ma non banale! – ricordarsi che, prima di iniziare la proclamazione, occorre posizionare il microfono all’altezza giusta e parlare sempre davanti ad esso.

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