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Rubrica: Risponde il teologo

16 Marzo 2004

Tante fanciulle, una sola è la Vergine Maria

di Archivio Notizie

di Luigi M. De CandidoLa vergine si chiamava Maria» (Luca 1,27). A Nazaret il dì dell’annuncio dell’angelo a Maria erano decine, di certo, le fanciulle in attesa di nozze, ragazze fidanzate al proprio uomo. Di una sola la storia conserva il nome: Maria, promessa sposa di Giuseppe. Si tratta di una attenzione che rimarca una singolarità. Quel nome, invero, non era inconsueto. Maria era la sorella di Mosè che perspicace riporta alla madre il fratello salvato dalle acque del Nilo. Nella casa di Maria, sorella di Marta e di Lazzaro, Gesù assapora la gioia di affetti e attenzioni. Sostano con la madre ai piedi della croce di Gesù Maria di Cleofe e Maria di Magdala. Costei insieme ad un’altra Maria sollecite al sepolcro del crocifisso lo incontrano risorto e recano la strabiliante notizie ai discepoli straniti. Di tutte resta memoria di un gesto, di una cosa -importante- che hanno fatto. Solamente lei è la vergine Maria.La verginità distingue Maria di Nazaret, sposa di Giuseppe, madre di Gesù. La stupefacente coincidenza di tali connotati di identità nella stessa persona non ebbe antecedenze né in seguito si ripetè. E questa unicità costituisce un connotato di verginità: vergine è un unico, irripetibile, esclusivo. Una consapevolezza autobiografica di Maria circoscrive la verginità alla segreta evidenza della propria illibatezza: «non conosco uomo».

La sospensione delle potenzialità sessuali resta apprezzabile santificato segno di verginità. Ma quel «no» è appena la zolla sulla quale fioriscono i «sì» di successive maturazioni di verginità. Nel vissuto di Maria, via via illuminato da comprensioni e consapevolezze guidate dall’alto, la verginità si immedesima con il servizio del Signore, con la maternità per opera dello Spirito santo, con la beatitudine per l’ascolto della parola, con la benedizione per avere creduto, con la condivisione personale della missione del proprio figlio dal concepimento alla maturità al sacrificio sulla croce alla gloria della resurrezione, con la costanza di presenza nella comunità pentecostale.

La verginità è lo stile con il quale Maria agisce e anima queste tappe nella perseveranza della vita e delle relazioni con il Signore, con se stessa, con gli altri.

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