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Rubrica: Risponde il teologo

19 Settembre 2006

Un Dio dal volto umano

di Archivio Notizie

DI ANDREA DRIGANI

Chi crede non è mai solo», questo è stato il tema ricorrente che ha accompagnato le varie fasi della visita apostolica di Benedetto XVI in Baviera, lo ha affermato lo stesso Pontefice, all’aeroporto di Monaco, durante la cerimonia di congedo. Nell’omelia pronunciata nella concelebrazione eucaristica sulla spianata Neue Messe ha, infatti, ricordato che il mondo ha bisogno di Dio.

Ma il Papa si è chiesto: di quale Dio abbiamo bisogno? Rammentando le parole del profeta Isaia «La vendetta di Dio verrà», ha osservato che è facile intuire come la gente si immaginava tale vendetta. Ma Isaia rivela poi in che cosa essa consista : nella bontà risanatrice di Dio, e la spiegazione definitiva della parola del profeta la troviamo in Colui che è morto per noi sulla Croce : in Gesù, il Figlio di Dio incarnato. La sua «vendetta» è la Croce: il «No» alla violenza, l’amore fino alla fine. È questo – ha detto Benedetto XVI – il Dio di cui abbiamo bisogno. La nostra fede non la imponiamo a nessuno (un simile genere di proselitismo è contrario al cristianesimo) perché può svilupparsi solo nella libertà, ed è a questa libertà – ha continuato il Pontefice – alla quale si fa appello affinchè gli uomini si aprano a Dio, lo cerchino, gli prestino ascolto. Occorre chiedere al Signore di guarire la nostra insufficienza nel comprendere il suo operare e la sua parola e di renderci , invece, capaci di vedere e di sentire.

Ancora nell’omelia che ha svolto nell’Islinger Feld di Regensburg ha ribadito che Dio ci viene innanzi, è necessario, perciò, incamminarsi verso di Lui; Dio ha assunto un volto umano, ci ama al punto di lasciarsi inchiodare sulla Croce. Oggi – ha proseguito – che conosciamo le malattie mortali della religione e della ragione, la distruzione dell’immagine di Dio a causa dell’odio e del fanatismo, è importante dire con chiarezza in quale Dio noi crediamo e professare convinti questo volto umano di Dio. Solo guardando a Gesù Cristo, la nostra gioia raggiunge la sua pienezza. L’ateismo moderno nasce dalla paura di Dio ed è invece questo Dio che ci salva dalla paura del mondo e dall’ansia di fronte al vuoto della propria esistenza.

La fede è semplice (credere in Dio principio e fine della vita umana) ma è anche la certezza – ha sostenuto Benedetto XVI – che noi abbiamo un futuro e non cadremo nel vuoto. E la fede è amore, perché l’amore di Dio vuole contagiarci, ma non è una teoria, perché con il Battesimo (evento d’incontro tra Dio e l’uomo) diventiamo una grande famiglia nella comunità universale della Chiesa.

Visita in Germania (9-14 settembre 2006): tutti i discorsi di Benedetto XVI

benedetto xvi
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