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Rubrica: Risponde il teologo

27 Luglio 2004

Una presenza perseverante a fianco di Gesù

di Archivio Notizie

di Luigi M. De Candido«C’era sua madre» (Giovanni 2,1). Solo le nozze a Cana fanno parte del vangelo. A quella festa partecipa Maria. Tale presenza verosimilmente rievoca lo sposalizio suo con Giuseppe una trentina d’anni prima, evento di ordinario amore però consumato nella unicità di consapevole disponibilità a servire l’imperscrutabile incarnazione per opera dello Spirito santo. Così, Cana è una memoria.

E a Cana arriva anche Gesù con la mezza dozzina dei primi discepoli. Ogni volta che i vangeli raccontano di Maria, lì c’è anche Gesù, dall’annuncio a Nazaret alla pasqua in Gerusalemme. Maria è perseverante presenza nella vicinanza di Gesù. Isolata da Cristo, di lei non v’è memoria. Quell’inscindibile relazione e indispensabile compresenza di Maria e del Cristo sono una solida verità dei vangeli, che l’annunciano come visibilità basilare nella maturazione del progetto dell’incarnazione: il figlio di Dio assume la natura di figlio dell’uomo tramite la disponibilità di fede e di amore di una donna, la vergine madre Maria. Cana è uno tra i luoghi di tale visibilità: là prima è Maria, poi compare Gesù. La presenza della madre a Cana assume un duplice valore: coinvolge Gesù in una situazione di povertà e i servi in una disponibilità obbedienziale; assiste alla manifestazione della sua gloria e alla progressione nella fede in lui da parte dei discepoli. Quella presenza giova ad altri, a quanti beneficiano della gratuita generosità di Gesù che cambia l’acqua in vino, segno inizialmente avvertito solo dai servi che avevano fatto quanto egli aveva detto loro e poi appreso da tutti con evidente seppure sottaciuto stupore; giova a lei medesima come conferma della veracità delle parole concernenti il Cristo che aveva conservato nel cuore.

Il Calvario è un altro tra i luoghi della stessa visibilità: lassù prima sale Gesù, poi compare Maria. Sul Calvario è giunta l’ora: madre e figlio sono ancora insieme presenti nell’ora in cui è compiuto tutto il percorso di obbedienza al progetto di Dio su Gesù che salverà il popolo dai suoi peccati (Matteo 1,21b), lui la salvezza preparata dal Signore davanti a tutti i popoli (Luca 2,30-31). Quel percorso di obbedienza è stato completato in perseverante compresenza di madre e figlio, ciascuno conscio del proprio irrinunciabile individuale servizio, ma entrambi consapevoli del vincolo di vicendevoli solidarietà e aiuto. Di Maria, anche dopo la pasqua e la pentecoste, resta la perseverante presenza.

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