Sui loro documenti c’era un cognome italiano Scapelli. Per due anni e mezzo vissero in un’abitazione del centro di Anghiari, poi in un luogo più sicuro e isolato nei pressi di Verrazzano. In realtà un Paese intero sapeva che quella non era la loro vera identità; sapeva che quella famiglia arrivata da lontano se mai fosse stata identificata dai tedeschi avrebbe fatto una brutta fine e con essa anche chi l’aveva protetta. Nessuno però si tirò indietro per aiutare quelli che venivano indicati semplicemente come i “polacchi”. Oggi, a 70 anni di distanza, è stato reso omaggio a chi accolse quella famiglia nella propria abitazione. I nomi dei coniugi Giocondo e Annina Marconi sono stati aggiunti all’elenco dei “Giusti tra le nazioni”, conservati dallo Yad Vashem il memoriale dell’Olocausto a Gerusalemme.Josef, che allora era poco più che bambino, deve la propria vita a quelle persone. Per la seconda volta è tornato a visitare quei luoghi dove si nascose con la sua famiglia.A ricevere il riconoscimento alla memoria di Giocondo e Annina, la nipote Annamaria Francalanci Marconi.Le interviste a Josef Saghi, al testimone Fabio Gigli, e ad Annamaria Marconi.Servizio di Lorenzo Canali. Riprese di Rossano Corsi.TSD Notizie del 1° luglio 2014.