Arezzo

Sansepolcro, cinque candidati per la poltrona di sindaco.

Le tensioni alla Buitoni, la crisi del Molino sociale, la chiusura della Valfungo e poi ancora la diga di Montedoglio. Il 2011 della Valtiberina si è aperto con numerosi problemi e questioni irrisolte. Un situazione a cui la politica dovrebbe rispondere con la massima compattezza possibile, un compattezza che al momento rimane una chimera. Si perché se c’è stata una fase in cui la politica in riva al Tevere è stata divisa e litigiosa è proprio quella di questi ultimi giorni. Siamo infatti nel pieno di una fase particolarmente delicata, decisiva sul fronte delle candidature e degli equilibri in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera. A smuovere le acque ci ha provato Danilo Bianchi, sindaco dimissionario di Anghiari e candidato ufficialmente a primo cittadino di Sansepolcro per Idv, Sinistra e Democratici per cambiare, la componente fuoriuscita dal Partito democratico biturgense. Una discesa in campo che in realtà ha finito per complicare ulteriormente il quadro politico dell’intero territorio, considerando il fatto che con le sue dimissioni anche il comune di Anghiari dovrà andare alle urne. La dirigenza provincia del Pd infatti è rimasta ferma nel proprio «no» al primo cittadino anghiarese e soprattutto ad uno scontro con il segretario del Partito democratico biturgense Michele Boncompagni candidato ufficiale del Pd, in eventuali primarie ormai definitivamente accantonate. Un «no» reso ancora più netto dall’espulsione di Bianchi dal Pd, ratificata in questi giorni, perchè «candidato sindaco al comune di Sansepolcro, in una lista alternativa e non autorizzata dal Pd locale», si legge nella lettera firmata dalla commissione territoriale del partito e indirizzata all’ex primo cittadino anghiarese. A complicare ulteriormente il quadro ci hanno pensato poi altri 13 esponenti di spicco del Partito Democratico di Sansepolcro, tutti appartenenti alla segreteria e alla direzione dell’unione comunale che hanno pesantemente criticato la scelta della candidatura a sindaco di Michele Boncompagni accusandolo di aver completamente «sfaldato il partito, con conseguenze che saranno pagate da tutta Sansepolcro». I 13 non risparmiano nemmeno Danilo Bianchi accusato di «eccessivo personalismo» e lanciano un appello a tutte le realtà associative interessate presenti in città per costruire, un serio programma politico amministrativo e per individuare una possibile nuova candidatura in maniera condivisa e convinta. La situazione rimane complessa anche sul fronte del centro-destra. La vera incognita, in questo caso, è quella del terzo polo composto da Futuro e Libertà, Udc e Alleanza per l’Italia che potrebbe candidare l’imprenditore Domenico Gambacci. Vorrebbe tentare la riconferma con il solo appoggio di una lista civica il sindaco uscente, Franco Polcri. Resta da chiarire cosa farà l’asse composto da Pdl e Lega Nord. L’uomo più atteso, Riccardo Marzi, presidente della comunità montana Valtiberina Toscana, sembra essere sempre più orientato verso una clamorosa rinuncia. In questo caso le ultime voci riportano di una possibile candidatura dell’attuale assessore all’urbanistica, l’ingegner Fabrizio Innocenti.