Arezzo

Sansepolcro premia Colombo, un «magistrato per la pace».

«Gherardo Colombo vince la nona edizione del premio nazionale “Cultura della pace” per aver promosso, attraverso il suo lavoro e la sua professionalità, lo sviluppo della cultura della legalità e per contribuire, attraverso il lavoro educativo che svolge nei confronti delle nuove generazioni». Questo le parole con le quali Leonardo Magnani, responsabile dell’associazione «Cultura della pace», ha annunciato il nome della personalità che il 23 maggio (anniversario della strage di Capaci, dove morirono il giudice Falcone e gli agenti della sua scorta) riceverà il premio nazionale istituito nel 1992 grazie all’iniziativa del locale comitato promotore per l’obiezione di coscienza, oggi associazione «Cultura della pace», e con l’aiuto fattivo dei vari soci onorari che si sono negli anni succeduti. Il premio gode dell’appoggio dell’assessorato alla cultura di Sansepolcro che ha deciso, negli anni scorsi, di fare della cittadina biturgense una «città della cultura della pace». Si tratta di una manifestazione che non ha l’intento di assegnare semplicemente una targa a personaggi famosi o meno noti, ma che porta avanti il desiderio di far riflettere una comunità e una cittadinanza su tematiche come la non violenza, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, la pace, troppo spesso relegati a desideri o a intenti buonisti. Il progetto è quello di riempire di significato culturale questi ideali e fare in modo che la pace diventi, come diceva spesso monsignor Luigi Di Liegro, «un diritto, nella misura in cui ognuno lo percepisce come un dovere quotidiano». Gherardo Colombo è divenuto famoso per aver condotto e contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli e «Mani pulite». Nel 1974 entra in magistratura; dal 1975 al 1978 è giudice nelle udienze della sezione penale della corte di Milano. Dal 1978 al 1989 è giudice istruttore. Dal 1989 al 1992 è consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e, nel 1993, è consulente per la Commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia. Nel marzo del 2005 è stato nominato consigliere presso la Corte di cassazione. A metà febbraio del 2007 comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio superiore della magistratura e al ministero della giustizia e si impegna nell’educazione alla legalità nelle scuole: molti sono, infatti, gli incontri che tiene con gli studenti di tutta Italia. Ha scritto di recente il libro «sulle regole». Insieme al premio «Cultura della pace», viene anche assegnato il premio nazionale «Non-violenza» a personaggi impegnati a ricercare la modalità di soluzione dei conflitti. Quest’anno il premio sarà assegnato a Pietro Pinna, il primo obiettore di coscienza italiano del dopo guerra. di Alessandro Boncompagni