Toscana

SCARCERAZIONE AGCA: CARD. MARTINO: «NON ENTRIAMO NEL MERITO DELLA DECISIONE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA TURCA»

“Da parte del nostro Dicastero non si vuole entrare nel merito della decisione dell’autorità giudiziaria turca, la quale ha ritenuto che Alì Agca ha pagato il suo conto con la giustizia”. Lo ha dichiarato il presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il card. Renato Raffaele Martino, questa mattina all’Associated Press Tv, in merito all’annunciata scarcerazione di Alì Agca.

“Proprio in questi giorni – ha dichiarato il cardinale – abbiamo riascoltato Isaia che del Redentore dice: ‘E’ venuto a proclamare la liberazione dei prigionieri; non spezzerà la canna incrinata, non spegnerà il lucignolo fumigante’. Giovanni Paolo II, che subito perdonò il suo attentatore, intitolò uno dei suoi messaggi per la Giornata mondiale della Pace: Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono (2002)”. Era il 13 maggio 1981 quando un uomo sparò a Giovanni Paolo II in piazza S. Pietro e le immagini del pontefice ferito da Alì Agca, fermato dalla folla, fecero il giro del mondo. L’uomo che aveva attentato alla vita del Papa era un giovane turco di 23 anni, figlio di una famiglia poverissima, legato alla destra nazionalista e al suo braccio armato, “I Lupi Grigi”. Nel suo paese era già un pregiudicato per aver ucciso un giornalista. La Turchia ne chiese l’estradizione, ma l’Italia rifiutò e lo processò subito, condannandolo all’ergastolo dopo appena tre giorni di dibattimento, il 22 luglio del 1981. La condanna fu solo l’inizio di una lunga storia giudiziaria: tre processi e quattro inchieste che hanno fatto emergere sospetti di depistaggio, senza mai giungere alla verità. Parallelamente si è svolta la vicenda umana: Papa Giovanni Paolo II ha perdonato più volte Agca ed è andato il 27 dicembre del 1983 da lui in carcere a Rebibbia. Ieri, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquìn Navarro Valls, all’annuncio della scarcerazione aveva dichiarato: “La Santa Sede, di fronte a un problema di natura giudiziaria, si rimette alle decisioni dei tribunali coinvolti in questa vicenda”. Sir