Toscana

Se oggi la comunicazione è il primo potere

di Mauro BanchiniQui il padrone eri tu… scherza Luigi Bardelli all’indirizzo di Ettore Bernabei – mitico direttore generale della Rai in anni così lontani – accennando allo studio di largo De Gasperi in cui è ospitato il nuovo incontro del forum fra i cattolici toscani impegnati nella vita sociale e politica. «Ovvia, non esageriamo…» si schernisce l’altro, prima di avviare una relazione dal titolo significativo («Il primo potere oggi: la comunicazione») e dai contenuti preliminari. L’incontro è dunque ospitato presso uno studio Rai di Firenze («Mi sarei offeso se non aveste pensato a questa sede», introduce il direttore Nicola Cariglia) mentre i successivi si terranno in palazzo Pucci. Riprende dunque l’attività del forum toscano che in passato ha prodotto quattro notevoli documenti e che adesso, con la stessa tecnica e dopo la Settimana Sociale di Bologna sulla democrazia ma anche dopo la presentazione del direttorio sulle Comunicazioni Sociali, punta in una direzione mediatica: studiare l’impatto dei media sulla vita quotidiana e cercare di capire, in positivo, cosa si può fare per non far tradire loro una missione di servizio alle ragioni della persona. Nella storia del forum – come ha subito ricordato Alberto Migone – il primo incontro è dedicato alla «semina delle idee». E il ruolo di seminatori l’hanno svolto in due, con una significativa chiosa di mons. Gastone Simoni sulla necessità di «discutere in modo non accademico e in un contesto regionale sull’applicazione pratica dei grandi principi». Non è l’ora delle «lamentazioni» – ha insistito il vescovo – né dobbiamo marcare una «prepotenza peraltro inesistente»: è invece il momento della «identità» e del «dialogo» in un contesto nel quale sono proprio i media a «plasmare le coscienze» e le persone, in particolare le più deboli, vanno aiutate a non soccombere davanti a poteri sempre più concentrati e meno controllati. Non sono mancate, in Gastone Simoni, due indicazioni concrete: un ragionamento sulla «democrazia» nella proprietà dei media; e la possibilità di migliorare, anche con adeguate operazioni economico–finanziarie, la presenza dei cattolici nell’ambito mediatico, con specifico riferimento ai contenuti.Ed è proprio sui contenuti che ha puntato Ettore Bernabei a cui la televisione di oggi, con il suo elevato tasso di imbarbarimento, proprio non piace ma che pure ci tiene ad aggiungere qualcosa di positivo circa la possibilità di «reagire». Anche perché – aggiunge – il pubblico comincia a non poterne più di certi modelli e pare gradire un’offerta ispirata a una maggiore qualità. Se il modello oggi vincente, nei grandi media, sembra quello secondo cui «una minoranza di non credenti impone a una maggioranza di credenti schemi di comportamento di natura ateista», tutto questo non è accettabile. Occorre «ragionare» e strategico diventa proprio il campo dei contenuti («le emittenti sono un semplice acquedotto, ciò che conta è la qualità dell’acqua che vi viene fatta scorrere»).

Insomma: non siamo condannati alla tv spazzatura, ma possiamo e dobbiamo – come cattolici – mettere in campo «misure di pronto soccorso» e «misure di più profonda ricerca» per una televisione ancora capace, in tutti i suoi settori, di vincere la scommessa della qualità. Su un analogo terreno di concretezza si è mosso pure Luigi Cappugi. Con il taglio dell’economista attento alle radici etiche, Cappugi non si è fatto scappare esempi – legati all’attualità locale – per stimolare il mondo cattolico a essere più incisivo davanti alle luci e alle ombre di ciò che anche per lui, come per Bernabei, è ormai il vero primo potere in assoluto: quello dei media; media che devono confrontare la loro voglia di libertà con i condizionamenti degli assetti proprietari. Ai media cattolici non mancherebbero, anche in Toscana, potenzialità per incidere con maggiore forza. In ogni caso non devono tradire le sfide di una comunità che ha estremo bisogno di capire cosa accade attorno, in un ambito sia globale che locale. Molte, dunque, le battaglie civili – sulla base di un’etica chiamata a servire la dignità delle persone – che attendono la fantasia e il coraggio di media cristianamente ispirati.

Prossimo appuntamento, tutto dedicato alla discussione, ore 17 di lunedì 21 febbraio.

Comunicazione primo potere