Toscana

SERVIZI ALLA PRIMA INFANZIA, IN TOSCANA RETE IN CRESCITA; CONVEGNO A FIRENZE

Per l’Unione europea, entro il 2010, almeno 33 bambini sotto i tre anni su 100 dovranno trovare posto all’asilo nido. In italia, oggi, solo 6 su 100 ci riescono. In Toscana, invece, sono già oltre 20. Questo risultato testimonia il crescente impegno della Regione sul fronte degli interventi educativi per la prima infanzia e per le famiglie. A fare il punto su questo impegno oggi, nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti, è il convegno “Dalla parte dei bambini e delle famiglie”, incontro promosso dalla Regione Toscana, assessorato all’Istruzione, formazione, lavoro e concertazione, con la collaborazione dell’Istituto degli Innocenti.

Nel corso dell’incontro è stato presentato un rapporto sulla rete dei servizi educativi per la prima infanzia (reso possibile dall’informatizzazione delle rilevazioni in atto da tre anni nei Comuni) curato dall’Istituto degli Innocenti.

E’ stato l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Paolo Benesperi a introdurre i lavori e a disegnare lo scenario e le prospettive delle politiche regionali . Nel corso della prima parte dei lavori, presieduta dalla presidente della V commissione del consiglio regionale Lucia Franchini, è stata fatta una carrellata sugli strumenti delle politiche regionali Hanno preso parte rappresentanti di Comuni, province, Comunità montane, studiosi e operatori. Nel pomeriggio (presiede la vice presidente della V commissione Giuliana Baudone) saranno illustrati casi concreti e buone pratiche attuate a livello locale alla presenza di operatori rappresentanti della cooperazione e dell’associazionismo.

“La nostra regione – spiega l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Paolo Benesperi – rappresenta uno dei contesti territoriali in cui più forte e organica è stata l’azione di riordino e rilancio delle politiche dell’infanzia. Alla legge 22 del ’99 è seguita la legge 32 che ne rappresenta l’integrazione con le politiche complessive dell’educazione e della formazione”.

Fin qui la normativa. A una legislazione innovativa ha corrisposto una strategia che, attraverso gli strumenti di programmazione, ha assicurato una rilevante disponibilità di risorse regionali all’innovazione e al cambiamento, per rispondere ai bisogni emergenti, ha perseguito la diversificazione dell’offerta per rispondere alla molteplicità di nuovi bisogni espressi dalle famiglie, favorendo la realizzazione di tipologie integrative del nido (centro bambini e genitori, centro gioco educativo, nido domiciliare, micronido); ha introdotto soluzioni organizzative di grande flessibilità mediante forme di frequenza diversificate al nido (corta, antimeridiana o pomeridiana, comprensive o non del pasto) per favorire la armonizzazione degli orari lavorativi con quelli familiari.Ma non è tutto. La Regione ha promosso la riorganizzazione dei servizi per perseguire una riduzione dei costi e l’ottimizzazione del loro utilizzo e ha favorito l’affermarsi di un’offerta proveniente da soggetti della società, in particolare del privato e privato sociale, per ampliare le opportunità, la libertà di scelta dei cittadini e la personalizzazione del rapporto fra domanda e offerta.

Il rapporto, presentato nel corso del convegno da Aldo Fortunati, mette a fuoco il forte sviluppo del sistema nel corso degli ultimi anni.

Con 381 nidi e di 182 servizi integrativi del nido, per un totale di 563 servizi rivolti alla prima infanzia, si soddisfano 17.638 bambini da 3 mesi a 3 anni, pari al 20,60% dell’utenza potenziale. Anche se il servizio di nido di infanzia rientra tra quelli in cui la domanda cresce con il crescere dell’offerta e anche se si è assistito in prallelo ad una crescita demografica dei bambini 0-2 anni del 7,6%, il trend regionale degli anni 1999-2003, per l’incremento complessivo delle presenze nei servizi educativi (nido e servizi integrativi), è pari al 57,76%.

“Questo incremento – commenta Benesperi – reso possibile dalla diversificazione delle offerte, ha consentito di abbattere le liste di attesa del 5,8%, con un costante ampliamento dell’utenza e una maggiore soddisfazione dei bisogni dei bambini e dei loro genitori. Se leggiamo questi dati insieme a quelli sul mercato del lavoro femminile, non possiamo non cogliere anche la positiva relazione esistente fra l’aumento della partecipazione al lavoro delle donne registrato in Toscana negli ultimi dieci anni e la crescita dei servizi all’infanzia. E’ un motivo in più per proseguire per la strada intrapresa”. (cs-com/bc)