Toscana
SOMALIA, SFIDUCIATO PRESIDENTE PARLAMENTO
È un atto assolutamente illegittimo perché fino a quando l’Etiopia occuperà la Somalia, il nostro Parlamento sarà privato dei suoi diritti e non potrà operare liberamente: lo ha detto alla MISNA il presidente del Parlamento Sharif Hassan Skeikh Aden destituito stamani dai deputati somali con un voto di sfiducia. Il Parlamento ha votato sotto dettatura del primo ministro Ali Gedi e del presidente Abdullahi Yusuf, che non vogliono la riconciliazione ha aggiunto Sheikh Aden, incontrato oggi a Roma, accusato dal governo di transizione somalo (Tfg) di essere vicino alle Corti islamiche con cui aveva anche raggiunto un accordo. Chiediamo alla comunità internazionale il ritiro immediato dell’Etiopia dal nostro territorio ha dichiarato ancora alla MISNA durante un colloquio – e l’urgente applicazione della risoluzione Onu 1721 che prevede l’invio di un contingente di pace dell’Unione Africana con esclusione dei paesi confinanti.
Con 183 voti su 191 deputati presenti, oggi il Parlamento somalo riunito a Baidoa ha sfiduciato il presidente. Lo scorso mese di novembre ho rischiato di persona andando a Mogadiscio e avevo raggiunto un’importante intesa con le Corti per rilanciare il dialogo spiega Sheikh Aden, entrato in carica a ottobre del 2004 dopo un lungo processo di pace. Il voto di oggi è contrario alla Carta fondamentale delle istituzioni di transizione della Somalia: io non sono stato nominato ma eletto dai deputati a scrutinio segreto. Anche la mia destituzione avrebbe dovuto avvenire con lo stesso metodo ha detto ancora alla MISNA.
Sheikh Aden ha lasciato la Somalia nelle scorse settimana, mentre le forze governative conquistavano Mogadiscio con l’appoggio dei soldati etiopici. Ritornerò solo dopo il ritiro dell’Etiopia e l’arrivo di una forza di pace africana. L’esercito etiopico non solo ci ha bombardato ma ha usato carri armati e forze di terra contro i somali: questo è inaccettabile perché l’intervento militare di Addis Abeba non è stato chiesto dal Parlamento sovrano ma dal governo aggiunge Sheikh Aden, che stamani a Roma ha incontrato la vice-ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli, dopo i colloqui dei giorni scorsi a Bruxelles con il Commissario europeo allo sviluppo Louis Michel e a Stoccolma con esponenti governativi. Agli interlocutori internazionali abbiamo detto che la Somalia non ha bisogno di bombe ma di una reale e genuina riconciliazione per portare aiuto umanitario alla nostra gente, che da troppo tempo sta soffrendo.
