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SOMALIA, UA APPROVA MISSIONE DI PEACEKEEPERS AFRICANI, AUMENTANO VITTIME TSUNAMI

L’Unione Africana ha espresso la sua disponibilità, in linea di principio, a inviare una missione di peacekeepers in Somalia per permettere al neonato governo transitorio di installarsi nella capitale Mogadiscio. Lo ha comunicato ieri il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell’Unione Africana (Ua) che non ha però specificato la dimensione numerica né quando potrebbe avvenire l’invio della missione. Dal primo dicembre la Somalia ha un esecutivo che dovrà guidare la ricostruzione del Paese, rimasto senza uno Stato e in preda ai molti ‘signori della guerra’ dal 1991, anno della caduta del dittatore Siad Barre, ma per ragioni di sicurezza il presidente Abdullahi Yusuf Ahmed e il primo ministro Mohammed Gedi sono in esilio a Nairobi per ragioni di sicurezza.

La richiesta inoltrata ai 53 membri dell’Ua dal governo transitorio è di inviare tra i 15.000 e i 20.000 peacekeepers per aiutare a stabilizzare il paese e quindi consentire il rientro in patria del governo. Secondo quanto riferito dal Consiglio, l’Uganda avrebbe dato disponibilità per 2.000 unità. E proprio per ragioni di sicurezza, diversamente da quanto annunciato, i rappresentanti dell’esecutivo non si recheranno in visita nelle regioni del Paese colpite dal maremoto del 26 dicembre il cui bilancio, secondo le autorità locali, è salito a circa 300 morti. Secondo una stima del World Food Programme delle Nazioni Unite sarebbero 30.000 le persone che hanno bisogno di assistenza alimentare. Secondo l’Onu, sarebbero più di 54.000 gli sfollati per i quali il Palazzo di Vetro ha lanciato ieri un appello per raccogliere i 13 milioni di dollari necessari a garantire i primi aiuti.Misna