Toscana
SRI LANKA, DOPO MAREMOTO: 3 MILA GLI ORFANI; L’IMPEGNO DEI SALESIANI
Con i fondi raccolti per l’emergenza maremoto molte organizzazioni si improvvisano ora nell’aiuto ai bambini e nelle adozioni a distanza: occorre stare molto attenti, perché è un settore delicato in cui serve esperienza e capacità: il salesiano don Anthony Pinto superiore della Congregazione di don Bosco nella provincia dello Sri Lanka scandisce lentamente le parole al telefono con la MISNA da Negombo, a nord della capitale Colombo. L’Autorità nazionale per l’infanzia dello Sri Lanka ha chiesto esplicitamente a noi salesiani di attivarci per affrontare tutti i problemi dei più piccoli: siamo pronti, perché da anni ci occupiamo di bambini di strada, minori vittime del turismo sessuale ed ex bambini-soldato aggiunge il missionario.
Secondo i dati forniti dai salesiani che nell’Isola dell’Oceano Indiano hanno una decina di centri e scuole al momento almeno 3.000 bambini sono rimasti orfani a causa dallo Tsunami del 26 dicembre. Questo dato si riferisce solo alle zone controllate dal governo precisa don Pinto ma non abbiamo alcuna stima sulla situazione nelle aree del Paese controllate dai ribelli tamil, nel nord-est dell’isola.
In Sri Lanka l’onda anomala ha provocato la morte di circa 30.000 persone, anche se il bilancio appare ancora incerto. Ai più deboli occorre dare risposta immediata: dobbiamo valutare il trauma subìto dai bambini, avviare almeno una prima risposta di gruppo e poi creare dei percorsi individuali per recuperarli e reinserirli nella scuola spiega alla MISNA il superiore dei salesiani. In questi anni abbiamo lavorato molto con altri tipi di traumi: siamo stati i primi anche allora su richiesta delle autorità ad attivarci per i bambini sfruttati sessualmente.
Don Pinto segnala che anche in quel caso dopo qualche tempo alcune organizzazioni cambiarono settore: ne ricordo una che si occupava di agricoltura e d’improvviso attivò iniziative a favore dei bambini vittime di abusi sessuali. Per questo come salesiani vogliamo lavorare in collaborazione con le autorità, in modo legale e graduale, nel rispetto soprattutto dei bambini.