Toscana

SUD-EST ASIATICO, NUOVA FORTE SCOSSA MA SENZA CONSEGUENZE. RIENTRATE LE PRIME TRE SALME DI ITALIANI

Una nuova fortissima scossa al largo di Sumatra del 7° grado della scala Richter (o del 6,5, come affermano alcuni sismologi) non sembra aver creato danni né tsunami ma ha destato allarme in tutta la zona colpita dal sisma e dal maremoto del 26 dicembre. Piogge torrenziali che cadono su molte delle zone colpite (nella notte tra venerdì e sabato sono caduti oltre 300 millimetri di pioggia) accrescono i disagi della popolazione e rallentano le operazioni di soccorso.

Un bilancio complessivo di 150 mila vittime, come indicato dal coordinatore dell’Onu per gli aiuti di emergenza, resta la stima più probabile. Le vittime sono 80.400 in Indonesia (che però ha sospeso la conta), 28.500 in Sri Lanka e 4.560 (questa l’impennata maggiore) in Thailandia, dove secondo un comunicato della presidenza i dispersi sono 14.000 e si teme che il computo definitivo dei morti arriverà a 8.000. Un terzo dei morti sono bambini.

La macchina degli aiuti mondiali intanto lavora a pieno regime. L’Onu annuncia di avere già ricevuto impegni finanziari e offerte per 1,1 miliardi di dollari. Di questi 350 provengono dagli Stati Uniti, divenuti di gran lunga il maggiore donatore mondiale. E seppure resta difficile trasformare le somme promesse e stanziate in assistenza concreta, una enorme ed eterogenea flotta di navi ed aerei convoglia aiuti verso le zone colpite da quello che sempre di più si presenta come uno dei peggiori disastri naturali dell’era moderna. Spesso la distribuzione si trasforma in un vero assalto perché la gente è disperata e affamata.

Intanto sono stati rintracciati 8 dei 26 italiani che mancavano all’appello in Sri-Lanka. Lo ha riferito l’ambasciatore italiano in Sri-Lanka, Salvatore Zotta, sottolineando che alcune di queste persone erano già in Europa e non avevano segnalato il loro ritorno. A Phuket, in Thailandia, continua la corsa contro il tempo per identificare le vittime italiane del maremoto. Anche oggi lo speciale team arrivato dall’Italia, il Dispositivo carabinieri identificazione grandi disastri, è al lavoro in una località non specificata.

Intanto, dopo l’iniziativa degli sms spediti a tutti gli italiani presenti nella zona colpita dal tsunami (i dispersi sono ancora 700 circa), sono in molti quelli che chiamano per segnalare la loro posizione e dire che stanno bene. Tra questi anche un gruppo di una ventina di persone che si trovano in piccole isole al sud della Thailandia le quali hanno fatto sapere che lì tutto procede regolarmente e che, per il momento, intendono proseguire la vacanza.

In nottata a Ciampino sono arrivate le salme dei primi tre connazionali a essere rimpatriati dopo una vacanza finita in tragedia. Ad attendere sulla pista dell’aeroporto il C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo le salme di Luigi Tribioli, Piermario Della Valle e Fabrizio Fanesi c’erano alcuni parenti di due delle vittime, il ministro degli italiani nel mondo Mirko Tremaglia e il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale Leonardo Tricarico.