Toscana
SUDAN, ARRESTATO VICARIO GENERALE DI KHARTOUM
Il vescovo ausiliare di Khartoum, monsignor Daniel Adwok, ha confermato poco fa alla MISNA la notizia del fermo del vicario episcopale della capitale sudanese, padre Peter Ayuong, arrestato ieri mattina nella sua abitazione. Due agenti in borghese della polizia sono venuti a bussare alla nostra casa racconta monsignor Adwok che si trovava insieme a padre Ayuong al momento del fermo e dopo una breve chiacchierata hanno preso il sacerdote, lo hanno ammanettato e lo hanno portato al commissariato di Khartoum per poi trasferirlo a Wad Medani, la seconda città del Sudan distante circa 150 chilometri da Khartoum. Gli agenti hanno contestato al sacerdote un assegno scoperto con cui padre Ayuong avrebbe pagato l’acquisto di una macchina.
Si tratta solo di un pretesto ha detto il vescovo ausiliare di Khartoum, aggiungendo che la vera ragione del fermo sarebbe da ricercare nel tentativo del governo di entrare in possesso di un terreno di proprietà della Chiesa. È un evidente tentativo di intimidazione nei confronti di padre Ayuong che, dopo la partenza per Roma del cardinale di Khartoum Gabriel Zubeir (in Vaticano dalle ore successive la morte di Giovanni Paolo II, il porporato sudanese dovrà prendere parte anche al Conclave), è stato incaricato di seguire la vicenda di un terreno di proprietà della diocesi e che il governo vorrebbe acquistare spiega monsignor Wadek. Si tratta continua di una fattoria dove vengono coltivate verdure e frutta. Niente di speciale, anche se sicuramente è un bel terreno sulle sponde del Nilo e in una zona residenziale di Khartoum.
Nella stessa zona le autorità avrebbero già provveduto alla confisca di altre terre, spiega ancora il presule, e recentemente la stessa diocesi sarebbe stata informata di un ordine di confisca relativo anche al terreno in questione. Abbiamo sentito dire che anche la nostra fattoria era stata confiscata, ma non abbiamo mai ricevuto i documenti relativi alla decisione. Poi, sul conto corrente della diocesi, sono comparsi soldi provenienti dal governo. Presumibilmente un pagamento per quel terreno. Abbiamo quindi deciso di restituirli, visto che nessun accordo era stato preso. Nei giorni scorsi poi siamo intervenuti per fermare alcuni bulldozer che volevano entrare nella proprietà conclude il presule. Ulteriori notizie sulla sorte di padre Ayuong potrebbero giungere solo domani, visto che oggi, venerdi, per i musulmani è giorno di preghiera e gli uffici pubblici sono tutti chiusi. Domani il tribunale di Wad Medani dovrebbe tenere un’udienza mettendo a confronto il sacerdote e l’uomo che avrebbe ricevuto in pagamento l’assegno scoperto. (Misna)