Toscana

SUDAN, DARFUR: ATTACCO A UN VILLAGGIO, TRA LE VITTIME UN OPERATORE DI MSF

Il villaggio di Labado, nello Stato del Darfur meridionale, è stato raso al suolo dalle forze governative ed ora è del tutto abbandonato; l’unica vittima per ora accertata è un operatore locale di Medici senza Frontiere (Msf): lo riferisce la stessa organizzazione umanitaria che ha appreso dell’attacco, avvenuto venerdì scorso, da alcuni suoi collaboratori rifugiatisi, con altri sfollati, nella città di Shariya. “Il villaggio è stato dato alle fiamme e tutta la popolazione (27.000 abitanti, ndr) sono fuggiti nelle località vicine”, dice alla MISNA Ton Koene, coordinatore delle operazioni di Msf nel Darfur meridionale. Il collaboratore di Msf è stato ucciso davanti al magazzino dell’organizzazione mentre non era in servizio. “Gli abitanti affermano che l’attacco è stato condotto dalle forze governative che hanno bombardato il villaggio mentre le milizie arabe Janjaweed hanno attaccato via terra” continua Koene precisando che non è al momento possibile dare un bilancio complessivo delle vittime tra i civili.

Le prime persone fuggite agli scontri hanno raggiunto a piedi le città di Shariya, 50 chilometri a nord di Labado, e di Kalma, 100 chilometri a ovest, dove i team locali di Msf hanno improntato i primi soccorsi per i profughi, ma non è ancora chiaro dove sia fuggita la maggior parte della popolazione inclusi 29 operatori di Msf, impegnati in un centro nutrizionale e una clinica. L’attacco a Labado conferma il ripetersi degli scontri nella regione occidentale del Sudan, malgrado la tregua siglata nell’aprile scorso tra le parti in conflitto; mentre le organizzazioni umanitarie trovano sempre più difficoltà a portare il loro aiuto a causa delle violenza sul terreno. Ieri, inoltre, sono stati sospesi i negoziati di pace in corso a Abuja, capitale nigeriana, tra la delegazione governativa di Khartoum e quella dei due gruppi ribelli: l’Esercito di liberazione del Sudan (Sla) e il Movimento per l’uguaglianza e la giustizia (Jem).

Nel rinviare la ripresa dei colloqui a gennaio, le parti hanno ribadito il loro impegno a rispettare il cessate-il-fuoco. Il conflitto in Darfur è esploso nel 2003 quando i due gruppi di autodifesa popolare Sla e Jem si sollevarono in armi contro il governo di Khartoum accusato di trascurare la regione e di appoggiare milizie di predoni arabi, conosciuti con il nome di Janjaweed, che da anni seminano morte e distruzione nella zona. La crisi ha provocato finora un numero imprecisato di vittime (alcune decine di migliaia per le Nazioni Unite, ‘solo’ 5.000 secondo il governo sudanese), oltre un milione e mezzo di sfollati e almeno 200.000 profughi nel confinante Ciad.Misna