Toscana

TERREMOTO INDONESIA, NUMERO DEI MORTI TRA MILLE E DUEMILA

Il numero delle vittime del terremoto, che ha colpito ieri diversi Paesi dell’Oceano Indiano, rimane ancora incerto. Secondo fonti Unicef le autorità locali stimano tra i 1.000 e i 2.000 morti. Le conseguenze più gravi si registrano nelle due isole di Nias e Similue, con danni minori nell’isola di Sumatra: nella capitale di Nias, Gunungsitoli, una prima valutazione dei danni, operata dall’Unicef subito dopo il sisma, ha rilevato la distruzione del 10% delle abitazioni e il grave danneggiamento di un altro 20% degli edifici. Una ricognizione aerea effettuata stamane dalle autorità indonesiane ha registrato un’entità di danni maggiore. Il sisma ha seriamente compromesso le comunicazioni con le due isole: le linee telefoniche sono state tagliate, l’aeroporto di Gunungsitoli è stato chiuso e la strada che congiunge quest’ultimo alla capitale risulta interrotta. Solo il porto della capitale non è stato danneggiato.

Si è appreso in giornata che i missionari italiani a Nias sono padre Barnabas Winkler, amministratore apostolico, e padre Anselm Vettori, entrambi frati minori cappuccini di Bolzano-Bressanone. Padre Winkler ha riportato ferite alla testa e si sta cercando di trasferirlo in elicottero al più vicino ospedale. Di padre Vettori, alle 12 di oggi, erano giunte notizie rassicuranti alla casa provinciale di Bressanone. (Sir)