Toscana
TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI, CRESCE IL RUOLO SVOLTO DALLA TOSCANA
È un quadro inquietante quello che emerge dal dossier elaborato da Legambiente e dal Comando Carabinieri tutela ambiente in occasione del decennale del Rapporto Ecomafia. Il preoccupante livello di organizzazione che i traffici illegali di rifiuti hanno raggiunto in Italia, le tipologie, i prezzi, i profitti e i movimenti della ‘monnezza connection’, sono stati raccolti nel dossier “Rifiuti S.p.A., radiografia dei traffici illeciti” e presentati questa mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Carabinieri Politiche Agricole, alla presenza del ministro dell’ambiente Altero Matteoli e del procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna.
Ciò che emerge da dieci anni di indagini e ricerca è che il problema non è più un’esclusiva del Sud Italia, lo dimostrano anche in numeri. Le 10 procure del meridione attive contro gli ecocriminali sono state “messe in minoranza” dalle 12 del centro nord, a testimonianza che la criminalità ambientale italiana agisce aldilà dei confini storici. Tra le procure del centro – italia coinvolte anche quelle di Firenze e Livorno e tra le province spicca Livorno. Non consola quindi sapere che il 39% dei reati si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia
Le indagini condotte dal Comando tutela ambiente dell’Arma dei carabinieri evidenziano infatti brutte novità per la nostra regione. Un ruolo rilevante, nella geografia dei traffici illeciti, viene svolto dalla Toscana. Qui si concentrano diverse filiere (dalla produzione all’intermediazione) dei traffici, emerse in almeno tre inchieste: l’Operazione Re Mida, l’Operazione Mosca e quella denominata Agricoltura biologica. Dalla Toscana, insomma, non arrivano soltanto ingenti quantitativi di rifiuti gestiti illegalmente: questa regione sembra caratterizzarsi come una base operativa importante per tutta una serie di soggetti impegnati in queste attività criminali.
Dalla ricerca emerge come ogni giorno avvengano quasi 5 reati nel traffico illegale dei rifiuti: dal 1994 al 2003 sono state 17.097 le infrazioni accertate nel nostro Paese. Un business che in dieci anni ha fatto guadagnare alla criminalità ambientale ben 26,9 miliardi di euro. E ancora, sono più di 1000 le persone cosiddette “di interesse operativo”, e cioè oggetto di particolare attenzione da parte dei carabinieri del Comando tutela e ambiente. Nelle 32 indagini compiute negli ultimi tre anni da parte delle forze dell’ordine, sono stati arrestati 200 trafficanti, ne sono stati denunciati 647, con il coinvolgimento diretto di ben 192 aziende attive nella gestione dei rifiuti (dall’intermediazione allo smaltimento, passando per il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento). Sono 22 le procure impegnate attualmente in inchieste sul traffico illecito di rifiuti, mentre le regioni interessate da queste attività criminali sono ben 18, sostanzialmente tutto il territorio nazionale con l’esclusione del Trentino Alto Adige e della Valle d’Aosta.