La comunità cristiana ha sempre venerato in Maria la Madre di Dio e la Madre di tutti coloro che vivono il Vangelo ed ha espresso la propria devozione in una ricca tradizione di preghiere e di feste, di poesia e di arte. Invocandola con titoli più cari, ha dedicato a lei chiese, paesi, città e nazioni.Anche il nostro territorio ha numerosi santuari e chiese, dalle splendide costruzioni delle città a quelle più umili delle campagne, ma tutte segno di una devozione popolare più che secolare e di grazie che la Madre celeste vi ha elargito. Sono santuari e chiese che hanno profonde radici nel nostro popolo, fanno parte della grande storia della gente, come delle piccole, segrete storie vissute e sofferte dalle singole famiglie e dalle singole persone. All’appello di costruire chiese od oratori, il popolo rispose in massa nei secoli passati, ponendo mano alle pietre, ai mattoni, mobilitando gli artisti e gli esperti dell’arte muraria, i carpentieri, gli scalpellini, fino a realizzare opere stupende. Le feste e i pellegrinaggi fanno di questi luoghi sacri il punto di incontro delle comunità parrocchiali che vi esprimono la loro fede.Ancora oggi ci è dato di ammirare santuari maestosi, dalle volte possenti, capaci di accogliere migliaia di persone: opere che hanno sfidato i secoli e parlano il linguaggio commovente della fede del popolo. I tempi di carestia e di guerra, le pestilenze e i terremoti, tutte le vicende in cui gli uomini avvertono di solito la loro debolezza e sentono il bisogno dell’aiuto divino hanno visto questi santuari riempirsi di folle in preghiera e in lacrime. Fino a qualche decennio fa le immagini di Maria venerate nei nostri santuari erano attorniate da centinaia di ex-voto: cuori d’argento, stampelle, quadretti per grazia ricevuta, gioielli, cari ricordi di famiglia. Ognuno di questi segni di riconoscenza era la conclusione di una storia, di un dialogo fiducioso con Maria. Sono oggetti per lo più scomparsi, finiti in mano ai ladri o sulle bancarelle degli antiquari.Ma l’amore e la devozione verso la Vergine Maria restano profonde nell’animo del nostro popolo che crede con semplicità, affolla i santuari trascinandosi dietro il carico delle sofferenze, l’anelito della speranza e il cuore pieno di fiducia in colei che tutti riconoscono come madre amabile.Alla Vergine Maria è tradizionalmente dedicato il mese di maggio che richiama i devoti soprattutto alla recita del Rosario, preghiera antica e sempre nuova, preghiera semplice e nello stesso tempo alta contemplazione. Ma osservando bene inviti e manifesti che punteggiano le strade e le piazze dei nostri paesi, possiamo notare come il mese di settembre non sia meno ricco di feste che, a vario titolo, onorano la Madonna.Si incomincia con la festa presso il noto santuario della Madonna del Bagno a Castiglion Fiorentino, frequentatissimo dalla nostra gente dalla fede semplice, umile, schietta. Non è ben documentata l’origine di questo santuario che viene fatta risalire la 1200. La tradizione riferisce della Madonna che appare a due pastorelle e chiede che venga costruita in quel luogo una cappella. In quell’occasione sarebbero scaturite delle acque che divennero subito strumento di numerosi prodigi per gli infermi che vi accorrevano da ogni parte. In questo santuario, dove si è celebrata la festa della Natività di Maria, il 5 settembre, confluiscono anche le comunità parrocchiali di Brolio, Castroncello, La Nave, Manciano e Montecchio insieme a tutta la Val di Chio.Stessa origine, secondo la tradizione, deve avere avuto anche il santuario della Madonna del Bagno a Pergo, costruito nel luogo dove, in epoca romana, esistevano bagni di acque sulfuree, calde e buone per il male degli occhi e per la rogna. Nel giorno della festa, celebrata anche qui il 5 settembre, anticipando di pochi giorni la ricorrenza della natività di Maria, sono stati ricordati i cinquant’anni di servizio pastorale del parroco don Giuseppe Corbelli.Altre feste mariane di questo periodo, precisamente il 12 settembre: a Camucia, dove si è celebrato il Santo Nome di Maria, la festa annuale più solenne con un programma vario e impegnativo; a Creti e a Montalla, feste popolari con numerosa partecipazione anche dalle parrocchie circostanti. Altro appuntamento, a Montecchio il 19 settembre: festa della Madonna addolorata. Dunque, settembre è mese mariano con tante feste, pellegrinaggi, processioni: momento che offre l’opportunità per una più profonda comprensione del ruolo della Madonna nella nostra vita. Ma risuona tuttora significativo il monito del Concilio Vaticano II sui fondamenti del culto mariano: «La vera devozione non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una certa qual vana credulità, ma procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all’imitazione delle sue virtù». Benito Chiarabolli