Toscana

VIDEO DI CLEMENTINA CANTONI TRASMESSO DA TV AFGHANA

Clementina Cantoni, la cooperante italiana di “Care”, rapita a Kabul, è apparsa oggi in un video trasmesso intorno alle 11:30 (ora italiana) dall’emittente afghana Tolo Tv e poi rilanciato anche da emittenti italiane. La giovane appare con la testa coperta da un foulard blu e senza occhiali. Accanto a lei, minacciosi, due uomini con il volto coperto che le puntano alla testa i loro mitra. Nel video Clementina risponde alle domande poste in inglese da un terzo uomo. Le viene chiesto di dire il proprio nome, il nome del padre, della madre, del fratello e di altri parenti. Quando le viene chiesto di dire che giorno del mese di maggio sia oggi, la giovane risponde: “oggi è il 28 maggio” che è la data di ieri. Sollecitata però dai suoi interlocutori a completare la risposta, Clementina aggiunge che è “domenica”. E la voce che le ha rivolto la domanda sottolinea: “domenica”.

Nonostante l’errore nella data (tra il giorno e il numero del mese) il video trasmesso oggi da Tolo Tv è, secondo gli investigatori, la prova in vita di Clementina, che da giorni essi si aspettavano.Ieri, nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del ministero dell’ Interno di Kabul, Lutfullah Mashal, aveva detto ai giornalisti che l’ultimo contatto diretto di Clementina con i negoziatori risaliva a una settimana prima, esattamente a sabato 21. Quel giorno c’era stata una telefonata in cui l’ostaggio italiano aveva potuto parlare direttamente con le autorità afgane che conducono la trattativa.

Tolo Tv e Radio Arman fanno parte di uno stesso gruppo, fin dal primo momento sono state scelte da Timor Shah, il capo della banda che tiene sequestrata l’italiana, come veicolo preferito per le sue esternazioni. Proprio alla radio, nei primi giorni del rapimento, aveva avanzato le sue iniziali richieste – la trasmissione di un programma ritenuto ‘volgare’, lo sviluppo delle scuole coraniche, la messa al bando degli alcolici e la distruzione delle piantagioni di papavero – che gli inquirenti hanno subito però ritenuto un paravento. La sua vera richiesta, infatti, sarebbe la liberazione della madre in stato di fermo perché coinvolta in un precedente sequestro.